Il rifugio della Seconda Guerra Mondiale

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Il corridoio che conduce alla Batteria possiede cinque vani in pietra piuttosto claustrofobici che portano fuori. Questi vennero ricavati dalla roccia nelle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale per cinque famiglie. La maggior parte dei proprietari di questi vani passava la notte qui come precauzione contro gli attacchi a sorpresa. Utilizzavano degli espedienti come biancheria da letto, risposando su intelaiature fatte con tubi dell’acqua che si trovano ancora lì come testimonianza.

Trovandosi lontana ben oltre 20km dal Grande Porto e dai campi d’aviazione di Malta (Hal Far, Hal Luqa e Ta’ Qali) e sprovvista di significativi presidi degli Alleati, Gozo di fatto scampò ai pesanti bombardamenti da parte delle potenze dell’Asse che distrussero La Valletta, Le Tre Città e i paesi circostanti. Fu tuttavia soggetta a diversi attacchi aerei, durante il 1942, che falciarono parecchi civili, cosicché la popolazione di Gozo, insieme ad altri 6000 rifugiati provenienti dall’isola maggiore, andò in cerca di rifugi sotterranei.
I rifugi anti-aerei furono costruiti a Gozo tra l’inizio del 1941 e al fine del 1942. Dei 170 rifugi creati dal Dipartimento dei Lavori Pubblici, solo una ventina si trovavano a ir-Rabat . La loro collocazione rappresentò una maggiore sfida poiché la maggior parte del cuore storico della città si trova su un affioramento di argilla. Come risultato, due rifugi di dimensioni considerevoli furono scavati ai piedi rispettivamente delle mura di San Martino e del St. John’s Demi-bastions.